È da poco iniziato il nuovo anno e entrano nel vivo gli eventi informativi del bando BIO.TO.BE. finanziato dal Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste in favore del Biodistretto Terre Bellunesi.
Il clima rigido e le basse temperature, fredde come non ci si ricordava da tempo, non hanno scoraggiato i partecipanti che sono giunti numerosi nelle aule del Fablab Cadore a Caralte di Cadore e presso la sede del Centro Consorzi a Gresal di Sedico ai primi eventi informativi programmati per il 2026.
I seminari dell’8 e 9 gennaio, entrambi tenuti dalla Dott.ssa Giulietta De Biasi, hanno fornito un’analisi approfondita della Certificazione Biologica come previsto dal Reg. (UE) 2018/848, i requisiti per le aziende agricole e i vantaggi che ne derivano. Partendo dai principi cardine e dagli obiettivi dell’agricoltura biologica (aumento della biodiversità, favorire la salute dell’ambiente, degli animali e dell’uomo, aumentare la fertilità del suolo, impegno responsabile dell’energia, produzione di alimenti sani e nutrienti), la Dott.ssa De Biasi ha illustrato l’importanza della certificazione e del sistema di controllo per garantire la qualità delle produzioni agricole biologiche e promuovere i prodotti bio sul mercato. Le diverse aziende agricole presenti si sono confrontate con la relatrice anche su tematiche relative al mercato di prodotti biologici e al crescente interesse dei consumatori per i prodotti della filiera bio. Durante il seminario è emersa la grande potenzialità dei Biodistretti nel favorire, partendo dall’agricoltura, la gestione sostenibile e multifunzionale, anche turistica, dei territori di riferimento. Tra i numerosi temi trattati e le diverse interazioni tra i presenti è stato sviluppato, infine, anche il tema della Certificazione di Gruppo, di grande importanza per lo sviluppo della certificazione biologica e grande interesse per il Biodistretto.
Il 13 e 16 gennaio il Dott. For. Michele Cassol ha tenuto due seminari sui rapporti tra biodiversità naturalistica, agricoltura convenzionale e biologica, con particolare riferimento alla realtà territoriale della Provincia di Belluno. Il filo conduttore del seminario è stata la connessione tra biodiversità e agricoltura, definita “una storia che parte da lontano” dallo stesso relatore, il quale, da una breve introduzione sul significato e sulle origini della biodiversità, ha intrapreso un “lungo viaggio” alla scoperta delle dinamiche che possono modificare la biodiversità vegetale e animale di un territorio. Durante il seminario è emersa soprattutto la centralità dei prati e dei pascoli nel mantenimento della biodiversità, ma anche la consapevolezza che, per l’incremento della biodiversità, risulta molto rilevante la gestione complessiva del territorio, dettata spesso dalle scelte e dalle azioni dei singoli agricoltori che vi operano. La coltivazione biologica, il mantenimento dei prati e dei pascoli, la diversificazione colturale, la presenza di campi di piccole dimensioni delimitati da corridoi ecologici sono tra i principali fattori che determinano la ricchezza di biodiversità nell’ecosistema agrario. In Provincia di Belluno questi elementi risultano nel complesso ben conservati, anche se dinamiche di abbandono e di intensivizzazione agricola risultano essere sempre più frequenti e costituiscono le principali minacce da contrastare per favorire la biodiversità.
Nelle prossime settimane e mesi sono in programma numerosi seminari e attività pratiche/dimostrative dislocate in diverse zone della Provincia di Belluno. Per conoscere il calendario di tutte le attività visita la pagina web dedicata alla Formazione







